• Benevento “egiziana”: l’Iseo di Domiziano

    Posted on November 14, 2016 by admin in Egittologia.
    Obelisco di P.zza Papiniano (source: wikipedia.org)

    Obelisco di P.zza Papiniano (source: wikipedia.org)

    Per l’anno 2016, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT) ha inaugurato “Egitto Pompei”, grande progetto espositivo reso possibile dalla collaborazione di Soprintendenza di Pompei, Museo Archeologico Nazionale di Napoli e Museo Egizio di Torino. Tale progetto consiste in quattro tappe in tre sedi e ha lo scopo di far interagire reperti archeologici di diverse culture ma storicamente legate tra loro. Uno dei temi che si sviluppa all’interno dell’iniziativa è l’evoluzione del culto di Iside dall’età faraonica all’epoca romana.

    Nella prima parte del progetto, la mostra “Il Nilo a Pompei: visione d’Egitto dal mondo romano”,  Benevento ha avuto un ruolo fondamentale in quanto il Museo del Sannio ha prestato al Museo Egizio di Torino alcuni reperti archeologici appartenenti al tempio cittadino di Iside. E dunque, scopriamo questa meraviglia che ai più forse sarà sconosciuta.

    Prima di tutto, è doveroso riportare qualche accenno storico: Maleventum, nel 275 a.C., dopo la vittoria su Pirro, fu rinominata dai Romani Beneventum. La città, inoltre, divenne snodo fondamentale per i commerci, soprattutto con l’Oriente, quando, nel II sec. a.C., fu completato il tratto della Via Appia per il porto di Brindisi.

    Qui, il culto di Iside nella sua fase più antica è collocabile già intorno al I sec. a.C. Una penetrazione maggiore nella città, come in tutto il mondo romano, è collocabile nella tarda età repubblicana, quando, sullo sfondo politico, emerge la figura di Cleopatra che, attraverso Cesare, incentiverà la diffusione dei riti egizi, comunque ufficializzati solo con Caligola (37 – 41 d.C.), tanto che lo stesso imperatore fece riedificare l’Iseo in Campo Marzio.

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    Statua di Horus dall’Iseo di Benevento (source: arte.it)

    La dea, poi, verrà particolarmente venerata dalla dinastia Flavia, soprattutto da Domiziano che decise di dedicarle a Benevento un tempio per diversi motivi:

    • continuare la politica religiosa del padre;
    • senso di gratitudine nei confronti della dea (si era salvato durante il conflitto tra Vespasiano e Vitellio travestendosi da sacerdote isiaco e rifugiandosi in un tempio);
    • la cultura egiziana ben si accordava con l’autoproclamazione a dominus et deus, tanto che, in un bassorilievo del tempio, si farà ritrarre (si suppone accanto a Iside con le ali spiegate in segno di protezione) come faraone mentre indossa la doppia corona (unione della corona bianca dell’Alto Egitto e della corona rossa del Basso Egitto) che sottolineava il suo dominio sull’intero Egitto.

    Oggi, il tempio, sfortunatamente, non esiste più, ma si tende a credere che esso dovesse sorgere all’incrocio tra la Via Appia e la Via Latina, nei pressi della cattedrale, per i seguenti motivi:

    • l’obelisco integro, prima di essere spostato in P.zza Papiniano, si ergeva di fronte alla cattedrale;
    • l’obelisco mutilo è stato ritrovato nel sito di San Bartolomeo (chiesa addossata all’abside del duomo);
    • nel 1945, tra le macerie bombardate di Santa Maria di Episcopio, è stato ritrovato il fregio di Apis (unico fregio architettonico che conosciamo).

    Per quanto riguarda la pianta del tempio, invece, si può supporre che fosse di tipo ellenistico, simile a quella di santuari  che si possono ancora ammirare a Pompei e Delo, cioè con alto podio e sul quale si accedeva attraverso una scalinata. Quindi, dell’edificio rimangono solo reperti archeologici tra cui si segnalano:

    Statua di Domiziano come faraone (ph. L.Coviello)

     

    • due obelischi egittizzanti, gemelli nel contenuto delle iscrizioni geroglifiche;
    • un frammento di bassorilievo di Domiziano;
    • un frammento di bassorilievo di Iside;
    • un frammento di statua rappresentante una particolare iconografia della dea, Iside Pelagia (è ancora in corso il dibattito se identificarla o meno come tale poiché mancano del tutto esempi integri di statue a tutto tondo di questo tipo);
    • una statua faraonica di Domiziano (vedi immagine a sinistra);
    • un frammento del volto di Iside;
    • tre statue adoratrici di Iside;
    • una statua di Thot cinocefalo;
    • una statua di Horus come falco;
    • una stauta del toro Api.

     

     

     Deborah Pellicola

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